16 giugno 2014

Come è strutturato l’occhio

L'occhio

I raggi di luce, attraversando la pupilla entrano nell'occhio attraverso il cristallino e generano le nostre sensazioni visive .

Quando i I raggi luminosi raggiungono la retina creano stimoli visivi, che il nervo ottico trasforma in impulsi elettrici, conducendoli sino al cervello, dove vengono  trasformati in immagini. 
Se l'occhio non presenta alcun difetto visivo, l'immagine degli oggetti si forma correttamente sulla retina.  Diversamente la visione risulta sfuocata.

La retina

é un sottile tessuto composto da due tipi di cellule: i coni e i bastoncelli, specializzati nella conversione da stimolo luminoso a stimolo nervoso. I coni sono concentrati sulla fovea,  una piccola depressione sulla retina ad altissima concentrazione di recettori, che permette di vedere un'immagine nitida e di effettuare la separazione fra i differenti colori. I bastoncelli hanno una funzione complementare ai coni, ed operano in situazioni di scarsa visibilità (ad esempio una stanza poco illuminata, in visione notturna...).


Come funziona l’occhio

L'occhio ha una serie di muscoli fini, che permettono di spostare rapidamente lo sguardo fra gli oggetti posti a distanze differenti. Se l'occhio non ha difetti visivi registra correttamente lo stimolo luminoso che sarà sempre messo a fuoco sulla retina. Quindi, vedrete chiaramente da vicino, da lontano e nella zona intermedia. Se invece il punto di fuoco si colloca davanti o dietro la retina, le immagini non sono nitide e diventa necessaria una correzione ottica adeguata.  
I più comuni difetti visivi sono: ipermetropia, miopia, presbiopia e astigmatismo


Struttura dell’occhio

L’occhio mette a fuoco le immagini vicine e lontane,  permette la visione tridimensionale e rileva le distanze. Lo  possiamo paragonare ad una macchina fotografica, d esempio:
La cornea primo organo esterno a ricevere le immagini, gioca il ruolo di obiettivo fotografico.
La pupilla  si apre e si chiude in funzione della luminosità. Si trova al centro dell’iride colorata. è paragonabile al diaframma dell’apparecchio fotografico:

  • Il cristallino 

    Il cristallino è una lente che ha la capacità di modificare la curvatura della sua superficie in funzione della distanza dell'oggetto da osservare. Questa azione viene definita "accomodazione". Con l’età diminuisce la sua elasticità e la sua efficacia di accomodazione nella visione da vicino; un’evoluzione naturale che prende il nome di presbiopia.

  • L’umor vitreo

    rappresenta il  90% del volume dell’occhio. E’ gelatinoso, capace di ammortizzare gli urti e mantenere la retina (la membrana nervosa sulla quale si formano le immagini) nella sua posizione. Con gli anni si riduce la sua densità dando origine, talvolta, al fenomeno delle “mosche volanti” (la percezione di macchioline nere in movimento).

    lo possiamo  paragonare alla camera oscura,

  • L’umor acqueo

    è un liquido che mantiene la pressione e la forma del globo oculare. E’ composto essenzialmente d’acqua, ma anche di vitamina C, di glucosio, di acido lattico e di proteine.

  • Il nervo ottico

    trasmette l’informazione visiva al cervello.